Giulio Tremonti



Dialogo con Giulio Tremonti

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giustizia sociale

Preg.mo Dott. Giulio Tremonti Mi permetto di suggerirle nel suo futuro programma politico un provvedimento che legherebbe, per quanto erogato dallo Stato, pensioni minime a pensioni massime, salari minimi a salari massimi, secondo rapporti rispettivamente 1: 4 e 1: 10. Si tratterebbe di individuare dei minimi ragionevoli e dignitosi e calcolare dei massimi attraverso i rapporti suesposti. Questa operazione si tradurrebbe in una effettiva applicazione di un criterio di giustizia sociale, tanto più percorribile quanto finanziariamente sostenibile. Le ricordo che un imprenditore del livello di Adriano Olivetti capì a fondo l'importanza di legare lo stipendio dei manager al salario del personale operaio e impiegatizio. Cordiali saluti dr Ezio Pederiva

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chiede aiuto

Professore sono un ragazzo di 26 anni, Consigliere di Circoscrizione a Bari eletto in una lista civica. Io l'ho sempre stimata e se dovesse comporre una grande lista civica nazionale, mi tenga presente sarei interessato ad ascoltare il suo progetto. Le faccio una riflessione: ritenendo sia l'abbassamento della soglia del contante che il redditometro ottimi strumenti di presunzione di evasione in quanto specialmente quest'ultimo rapporta le spese ai consumi, mi dice perchè in Italia si continua a far utilizzare al fisco uno strumento di vessazione e a mio parere illegale come lo studio di settore? E' incredibile, talvolta che un contribuente debba aver paura di avere un accertamento "solo" perchè non ha voluto pagare tasse su soldi che non ha guadagnato. Fate qualcosa, con la pressione fiscale al 55% combattete l'evasione fiscale ma aiutate i contribuenti eliminando questi strumenti di vessazione. (D. De Marzo)

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politica vera e onesta

Egregio Professore, sono un funzionario pubblico ed amministratore nel mio comune, inutile parlare di burocrazia patto e quantaltro, è ora di fare abbattere la burocrazia ed i suoi poteri forti tanto quanto quelli finanziari, credo che la carta costituzionale parli ancora di repubblica fondata sul lavoro, la politica vera ed onesta esiste ancora, manca la capacità di catturala con concretezza e pragmatismo, qualità che vedo in lei avendo avuto modo di seguirla con attenzione. Una vera riforma strutturale di semplificazione e trasparenza non può prescindere dall'analisi costi/benefici, analisi oggi in soffitta. Il gattopardo impera, meno burocrazia e non solo significa meno personale meno spese miglior controllo. Solo poche righe anche se servirebbero pagine affrontare temi resi ad arte complessi. Buon lavoro e cordialità da Giuseppe Perego.

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unico scaglione Irpef

E' d'accordo con il fatto che la maggior parte dell'evasione fiscale deriva dalla impossibilità di detrarre la maggior parte delle spese e/o dai diversi trattamenti fiscali che consentono il "baratto" tra uno sconto ed una mancata detrazione? Se vigesse un unico scaglione Irpef, poniamo il 50%, applicato però sulla differenza tra quanto guadagnato e quanto speso: - aumenterebbero i consumi - aumenterebbe il gettito IVA - un medico (a titolo di esempio) non potrebbe più barattare uno sconto, poniamo del 20%, contro la detrazione irpef del paziente - una prestazione a nero non cambierebbe il gettito, cambierebbe solo il soggetto a tassazione Il tutto condito con una robusta spinta all'utilizzo dei pagamenti elettronici: commissioni zero o quasi, obbligo dell'accettazione per tutti i tipi di prestatori d'opera, ecc. Che ne pensa? (Gerolamo Camarda)