Giulio Tremonti



Dialogo con Giulio Tremonti

Tutte le domande e risposte

- Crisi Economica

partito o movimento

Ho fatto un breve viaggio in Croazia e Slovenia. Le auto sono quasi tutte di fabbricazione tedesca o francese, pochissime italiane (anche fra quelle targate Italia). I nostri operai stanno a casa mentre diamo lavoro e paghiamo interessi da strozzini a chi ci chiama pigs. Eravamo la quinta o sesta potenza industriale del mondo. Abbiamo dato fastidio? Vogliono distruggere le nostre fabbriche? Il volume del nostro debito pubblico, che pur non è trascurabile, ora è una scusa bella e buona per creare disistima intorno a noi. Dobbiamo continuare a farci scannare come agnellini o tirar fuori le palle? Uscire dall'euro? Farci valere, se non altro, come massa di consumatori? Creare un'area protetta di produzione e scambio del Sud Europa (con vincoli doganali e incentivi)? La stimo e vorrei che lei si alleasse con altri (magari di montagna) per fondare un partito o un movimento. C Buffa

- Uscita di sicurezza

fare parte degli USA

Buongiorno Dott. Tremonti. Sono Cesare da Parma. Sono anni che la seguo attraverso i mass media e di lei apprezzo moltissimo il genio, la lucidità, la chiarezza e il disincanto. Vorrei proporle una domanda che si basa su queste cinque considerazioni. 1) Siamo nel periodo della globalizzazione e quindi le distanze e la posizione geografica non costituiscono più un ostacolo. 2) La globalizzazione impone l'aggregazione di nazioni. 3) Strumenti come gli Eurobond sono essenziali in un'aggregazione di stati. 4) Il grosso problema della permanenza dell'Italia nell'Unione Europea è costituito dalla differenza tra un tedesco e un italiano. 5) L'Italia come posizione strategica ha molto da offrire agli Stati Uniti d'America. La domanda è questa: Possiamo ragionevolmente iniziare a pensare di uscire dall'Unione Europea e chiedere di far parte degli Stati Uniti d'America? Grazie. Cesare Brando

- Uscita di sicurezza

evoluzione della crisi

Egregio Professore, mi permetto alcune considerazioni sull'evoluzione della crisi. Poichè non è pensabile introdurre manovre che originino risultati apprezzabili nel breve periodo, l'unica cosa su cui contare è l'effetto degli annunci, ovvero la fiducia che si può recuperare in relazione ad un percorso annunciato. Se ciò non è ritenuto sufficiente (come pare), forse qualcuno ha deciso che dobbiamo affondare. Allora forse sarebbe il caso di prendere una posizione forte precisando che ciò che è possibile è stato fatto e ci impegnamo a seguire il percorso tracciato, tuttavia non si può affossare un'economia per dare dei segnali a chi non sembra disposto ad ascoltarli. Se nonostante ciò non ci sono segnali positivi, tanto vale gestire da subito il default senza attendere che qualcuno ce lo imponga quando saremo così deboli da non poterci più rialzare. Personalmente mi auguro un suo nuovo impegno per dare un impulso forte politico e tecnico alla questione. Con stima. Raimondo Mondaini