Giulio Tremonti



Dialogo con Giulio Tremonti

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analisi socialista

Gentile Prof.Tremonti, le scrivo dopo aver avuto il piacere di ascoltarla su la7, alla trasmissione Piazza Pulita. Ho notato, senza sorpresa, quanto le sue tesi spiazzino i post comunisti, i conformisti. Ad esempio Gomez, per confutare la sua posizione ricorreva a dati del centro studi confindustria, lui, de Il Fatto, il giornale della ''sinistra''. Non a caso le tesi confindustriali piacciono molto anche al Presidente Napolitano, altro esponente del post comunismo conformista. Non le pare che stia riemergendo la dicotomia a sinistra tra l'analisi socialista, eretica e fuori dai mainstream rappresentata ora ora da Lei e una volta da Riccardo Lombardi e Rino Formica, opposta al comunismo o post tale sempre ortodosso rispetto alle idee dominanti, siano comunismo o mercatismo? A me pare di sì, e di questo mi compiaccio, le identità stanno riemergendo. Non si defili quindi caro Prof.Tremonti, Lei sta squotendo dal torpore i socialisti italiani! Con stima (A. Maggiani)

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teoria della riflessività

Buongiorno, ho letto il suo libro uscita di sicurezza e l'ho trovato veramente interessante, io ho mi occupo di trading quantitativo e ho creato la mia start up di hedge fund, in cui applico tecnologie per l'analisi multifrattale e ipotizzo distribuzione di tipo levy stabile per i rendimenti delle variabili finanziarie, ho 29 anni, non ho un phd ma comunque sono professore a contratto presso l'Università di Padova, volevo chiederLe come è possibile che tra i politici europei, o tra i banchieri centrali nessuno sembri conoscere la Teoria della riflessività proposta prima da Popper ma poi rivisitata da George Soros? Gli unici che sembrano averlo capito sono i tedeschi, con il loro tasso decennale che oggi tocca 1,60 . Senza una comprensione di questa teoria chi si trova al vertice della piramide economica, non può compiere scelte corrette per evitare bolle e crash che mettono in ginocchio i popoli in mancanza di regolamentazione finanziaria. (S. Peron)