Egregio Prof. Tremonti, ho terminato la lettura del suo libro "Uscita di sicurezza" La ricostruzione storica delle cause della crisi è descritta in modo preciso e comprensibile. La quarta opzione, che condivido, ma che sinceramente ritengo allo stato attuale delle cose poco probabile. Durante la lettura si è affermata in me una domanda che vorrei porle: Vorrei sapere come, con la sua chiara visione della situazione , essendo stato anche a tratti attore di quanto descritto, abbia potuto accettare di essere in qualche misura partecipe alle cause del disastro? Quello che intendo dire è che Lei non ha solo ben presente quali siano le cause ma anche convinto di cosa andrebbe fatto per uscirne e quindi poco giustificabile nella sua complicità , anche se limitata, negli accadimenti recenti. Sia che chiaro che nutro la massima stima in Lei, ma ritengo che se una svolta ci dovrà essere, ci sarà bisogno di qualcuno che indichi la strada da seguire, dunque perché limitarsi a scrivere un libro? (M. Trocco)
LA RISPOSTA
Caro Trocco
nel mio libro cerco di evidenziare la natura strutturale ed epocale del processo che ci ha portato (ci porta) alla crisi. Sempre nel libro (negli allegati) c’è evidenza di quanto fatto per segnalare lo sviluppo della crisi. Da solo, mi creda, non potevo fare di più. Legga il Rapporto del Congresso USA, pure citato nel libro. Faccia la stessa domanda al Presidente Obama… Grazie comunque e tante cose cordiali, Suo Giulio Tremonti