Un po' per celia e un po' per provocazione: se tutti noi italiani, soggetti privati e soggetti pubblici, vendessimo tutto, case, fabbriche, infrastrutture, chiese, monumenti etc.etc., ai cinesi e con il ricavato ci trasferissimo in blocco in una provincia della Cina, dove la vita costa meno, e lì ricominciassimo a fare il nostro lavoro, ricordando i nostri antenati, Leonardo, Raffaello, michelangelo, Meucci, Fermi etc.etc., e stampandoci in mente un unico obiettivo comune: minare alla base il sistema cinese ed il mercatismo in generale; crede che potremmo cambiare il corso della storia? (M. Locatelli)
LA RISPOSTA
Caro Locatelli: non per celia, è meglio restare in Italia, allestire in Europa le stesse difese produttive che allestiscono gli USA, etc. E’ inutile illudersi che il mercato globale sia un vero mercato se contiene differenze tanto forti come tra Europa (spiazzata) ed Asia (concorrente favorito) dalla altrui tendenza suicida. Tanto cordialmente, Giulio Tremonti