Giulio Tremonti



 - Per proseguire il dialogo

Salve Professore, sembra in atto una prevalenza di produzione immateriale: una sorta di attrattore indiscriminato di denaro, con effetti che vanno dalla sostanziale de-industrializzazione di intere nazioni, compresa la nostra (dove, peraltro, ai consumatori si chiede da più parti di continuare a spendere soldi che non ci sono, anche con la scusa di sostenere l'economia), fino ad un vero e proprio latifondismo virtuale basato sulle proprietà intellettuali; specialmente quelle nate sotto legislazioni particolarmente "allegre" come quella statunitense (che qualcuno vorrebbe l'Europa imitasse). Sono l'unico a sentire la necessità di studi approfonditi (che forse ci sono già ma non sono noti al grande pubblico) e di soluzioni "de jure" che limitino i danni? E' azzardato, giudicandone gli effetti, tentare un parallelo tra banca di risparmio/investimento e industria tradizionale, tra commercio di titoli inventati e nuova economia? Grazie infinite in anticipo. (M. Magnifico)

LA RISPOSTA

Caro Magnifico: grazie per la Sua bella lettera, piena di idee interessanti ed in parte coincidenti con quelle che ho esposto in “Uscita di Sicurezza”. Tanto cordialmente, Giulio Tremonti