Egregio Prof. Tremonti, ho letto il suo libro e volevo farle i miei complimenti in quanto oltre ad essere molto chiaro e lucido sulle cause della crisi, riesce a proporre soluzioni strutturali e di lunga durata a livello sia politico che economico. Ciononostante, non si può non notare come la sua disanima sembri essere fatta da un accademico esterno e non da uno degli attori protagonisti quale lei è stato dal maggio 2008 al novembre 2011, in qualità di ministro dell'economia di uno dei più importanti paesi del mondo (G8). In conclusione, se lei aveva ben chiare già allora le cause della crisi e le sue possibili soluzioni e potesse tornare indietro, farebbe nuovamente quello che ha fatto in qualità di Ministro dell'economia sia a livello nazionale che internazionale? O cercherebbe delle soluzioni alternative ? Cordiali saluti, C. Fischietti (economista desideroso come lei di non dover più ridurre le discussioni di politica economica e civile del Paese pensando solo allo spread) (C. FISCHIETTI)
LA RISPOSTA
Caro Fischietti: grazie. Per quanto mi riguarda credo di avere fatto, in coscienza, tutto quanto mi era possibile. Se legge le appendici al libro trova la prova di quanto è stato possibile fare in coerenza con le idee del libro ed in opposizione al blocco finanziario-politico del potere dominante. La stessa domanda la potrebbe comunque fare, dopo aver letto il rapporto della Commissione Angelides, al Presidente Obama. Tanto cordialmente, Giulio Tremonti