Giulio Tremonti



Dialogo con Giulio Tremonti

Crisi Economica

- Crisi Economica

Azione politica concreta

Condivido l'analisi e le conclusioni, per le quali non è certamente un deficit di democrazia che può curare la crisi attuale essendo proprio detto deficit la causa profonda della crisi. Aggiungo che lo stesso, identico principio è doveroso applicare anche in ambiti più ristretti come quello della lotta alla evasione fiscale: non è pensabile sovvertire i capisaldi dello stato di diritto togliendo al contribuente il diritto alla difesa tramite un utilizzo abnorme dello strumento presuntivo e l'inversione dell'onere della prova. Dal punto di vista della concreta azione politica, credo sia necessario che l'analisi e le tesi da lei sostenute siano il più possibile divulgate. Ho la certezza che molti cittadini possano provare, anche solo intuitivamente,'simpatia' per quanto da Lei sostenuto. (R. Bondavalli)

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Interpretazione di un uomo comune

Gentile sig.Tremonti, nel Suo libro ho trovati confermati in modo competente e autorevole alcuni tentativi di interpretazione da uomo comune, quale io sono, che non si rassegna ad una cultura dove le ragioni e i perché non interessano più alla gente. E' con un misto di rabbia e frustrazione che ho inziato a scrivere su un mio spazio web: partitaviva.it (non partitaiva) che se ha qualche minuto potrebbe guardare. Potrebbe interessarLe il fatto che ciò di cui oggi si parla in tv era già nell'animo di una persona comune. La sensazione della fine dei partiti politici e dei politici stessi diventati improvvisamente bambini incompetenti, schiacciati dallo strapotere dei conti e della finanza. L'azzeramento delle differenze fra destra e sinistra e dei conflitti classici, in quanto le parti sociali sono di fatto unite per difendersi dalla finanza ecc. Grazie mi sono sentito meglio. (R. Marcheschi)

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Alcune domande

Onorevole Professor Tremonti, sono uno studente lavoratore di 26 anni della Facoltà di Economia di Firenze. Mi chiedevo se la deregolamentazione del mercato dei derivati e il recepimento in molti paesi europei degli IAS/IFRS o comunque all'adattamento di quelli Nazionali, come ad esempio il principio di valutazione al "Fair Value" e l'iscrizione in bilancio di "utili presunti su cambi", abbia focalizzato i bilanci sulle prestazioni potenziali della Gestione Finanziaria a discapito di quella Operativa. Tra l'altro esistono già una serie di documenti appositi, mi riferisco ad esempio ai Business Plan o gli allegati di Bilancio che perseguono quel fine. Infine vorrei chiederle se crede che ci sia in Italia una classe politica sufficientemente preparata e forte da poter ambire a giocare un ruolo importante in Europa? La ringrazio vivamente se mi vorrà rispondere, le faccio i complimenti per il libro e le posizioni espresse. (A. Baccetti)