Giulio Tremonti



Rassegna Stampa

- La Gazzetta del Mezzogiorno

Scommetto sul Sud

Ministro Tremonti, cosa sta facendo il governo per il Mezzogiorno… Parecchio. È interessante del Paese e del governo che il Sud sia forte. L’Italia è forte se il Sud è forte. Il Mezzogiorno si sta sviluppando. È un processo storico e come tale non è istantaneo, ma tutti gli indicatori sono a favore del Sud. Se vogliamo, anche gli indicatori politici sono la prova del nove di ciò che stiamo facendo per il Mezzogiorno.

C’è chi non è d’accordo su questa visione.
Se non fosse vero, il governo non avrebbe ottenuto, anche negli ultimi giorni, risultati assai positivi. Quello del Sud non è solo un problema di denaro, ma soprattutto di velocità e di qualità nell’utilizzo del denaro.
Cioè?
Ci troviamo in una fase storica nella quale i fondi comunitari cui si aggiungono quelli del governo –il rapporto è di uno a uno- e il credito di imposta, fanno del Mezzogiorno un’area che non ha mai ricevuto come adesso un così imponente flusso di soldi e mezzi.
Ma la Finanziaria del governo ha ridotto i finanziamenti per il Sud.
è vero il contrario. I soldi sono aumentati. Ma, ripeto, lo sforzo va fatto nello spendere e nell’investire subito e bene le risorse a disposizione. Qui sta il salto qualitativo. L’opposizione e chi ragiona in modo arcaico fanno discorsi quantitativi, senza cogliere l’essenza del problema: la qualità e la velocità dell’investimento. Bisogna sbloccare la spesa, così scatta l’effetto moltiplicatore, l’effetto leva. Il rapporto assai stretto tra ministero e Regioni del Sud sta, per esempio, producendo risultati assai positivi.
L’opposizione vi accusa di pensare soltanto al Nord.
Non diciamo fesserie. L’errore è quello di considerare il Nord come un’area a sé, egoista. Il futuro del Paese, e quindi, anche del Nord dipende dal riscatto del Mezzogiorno. Se il Sud p forte, senza l’intermediazione di un centralismo per tanti anni parassitario, l’intera nazione volerà.
La maggior parte delle banche si trova al Nord.
Ci sarà pure una ragione se il Meridione è l’unica area d’Europa nella quale sono scomparse, quasi tutte, le banche locali. I politici che fanno discorsi sul Mezzogiorno rispondano  a questa domanda.
Qual è la sua risposta?
Il Sud è stato rapinato da una classe politica incapace di rappresentare i problemi delle popolazioni, ma capace solo di ingannare la gente attraverso i falsi miracoli, clientele e prebende, del vecchio centralismo. Il meridionalismo classico analizza sul piani storico le arretratezze del Sud. Ma tuttora risiedono in parlamento persone che hanno contribuito a rapinare il Sud ancora 15 anni fa, svuotando ad esempio le sue banche. Tenga conto che più che dai banditi di strada le banche del Sud sono state rapinate dai “signori” che si riunivano nei salottini. Chi ha governato il Paese negli ultimi 20 anni dovrà rispondere. Ecco perché nel solco della grande tradizione meridionalistica suggerirei una grande indagine parlamentare sul perché sono pressoché scomparse le banche originarie del Sud. Come è potuto succedere? Verrà fuori che un sistema politico ibridato con le banche ha depredato il Mezzogiorno. Un fatto gravissimo. Ecco perché dico che il futuro del Sud è nel Sud.
Passiamo al federalismo. Finora si è risolto in una moltiplicazione dei costi.
Finora c’è stata una sovrapposizione irrazionale della “Bassanini” e della riforma del Titolo quinto della Costituzione, accumulando i difetti del decentramento con quelli di un pseudofederalismo. Se si fa la riforma federalistica in campagna elettorale, a colpi di maggioranza, senza sapere ciò che si faceva, il risultato è disastroso. È stata cambiata la Costituzione con quattro voti di maggioranza scambisti eletti da un Parlamento maggioritario.
Come va il risanamento della Regione Puglia?
In Puglia il presidente Fitto sta lavorando assai bene, e con lui il suo stretto collaboratore, l’assessore Palese. Fitto ha tutto l’appoggio e la massima considerazione da parte del governo.