DISCORSI IN PARLAMENTO
15/01/2008
Intervento in aula alla Camera dei Deputati dopo l'informativa urgente del Ministro dell'Univsitą, Fabio Mussi, sull'annullamento della visita del Papa Benedetto XVI all'Universitą La Sapienza di Roma
Signor Presidente, questa sera, in quest'Aula, stiamo svolgendo un discorso sulla libertà. Non si tratta di un discorso sulla religione, ma sulla libertà. La nostra Costituzione recita all'articolo 21: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione».
Vi è una frase che da secoli è alla base del discorso sulla libertà, per la libertà e nella libertà: non condivido le tue idee, ma sono disposto a morire per difenderle. Non è andata esattamente così! C'è stata, c'è e c'è il rischio che vi sia un'applicazione troppo selettiva di questo principio. In quest'epoca, in questo Paese e in questa città, il discorso sulla libertà si sta interrompendo. Signor Ministro, lei dice che tutti hanno il diritto di parlare ed è un'affermazione importante, ma forse va completata: tutti hanno il diritto di parlare, ma lei ha il dovere di garantire che tutti possano parlare. L'università è libera, ma tra le sue funzioni e i suoi doveri vi è anche pre cisamente quello di evitare che fenomeni di questo tipo abbiano ad accadere. Si può affermare che si tratta soltanto di 67 professori su un corpo accademico composto da tremila docenti. Ciò significa che una minoranza ha avuto la possibilità di battere la stragrande maggioranza. Lei può dire che si tratta di una minoranza piccola, forse non qualificata, ma credo che per lei sia una minoranza in qualche modo qualificata. Credo che - ma la verifica può essere fatta in tempo reale - tra i professori illustri firmatari del testo contrario alla manifestazione di pensiero da parte di Benedetto XVI vi sia un docente che lei ha appena nominato come presidente del Consiglio nazionale delle ricerche. Molti complimenti! Se questi sono la Weltanschauung, la prospettiva e il futuro che l'università e la ricerca, per opera di questo Governo, garantiscono al Paese, credo che ci sia ragione per essere preoccupati. Infine, che cosa sarà dopodomani quell'inaugurazione? Lei ci sarà? Che cosa dirà in quella sede? Noi possiamo dire una cosa molto semplice: il nome antico di quella università è: «La Sapienza», ma tutto è o sta diventando quell'università, tranne che una sede di sapienza.
Roma, martedì 15 gennaio 2008




