DISCORSI IN PARLAMENTO

22/03/2007

Discussione alla Camera: "Discorso fiducia liberalizzazioni"

1.       Ho 10 minuti.

Devo stare attento sul tempo, se no mi accusate di ostruzionismo.

 

2.         Ostruzionismo.

I decreti legge vanno convertiti in 60 giorni.

Questo Decreto è stato discusso, in questa Aula, solo per 7 sedute.

7 sedute su 60 giorni non è ostruzionismo.

Se non voi qui, chi ci ascolta in televisione capisce che non dite la verità!

 

3.       La seconda accusa è: siete contro le liberalizzazioni.

E’ un tipico caso di pubblicità ingannevole, per merce contraffatta.

Nel titolo del Decreto c’è scritto: “Misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese”.

Ma dentro, nel testo del Decreto, sono nascosti: la controriforma della scuola ed il blocco dei lavori pubblici.

Tutto insieme.

Prendere o lasciare.

Noi non prendiamo.

Voi negoziate su tutto e con tutti.

Da ultimo, anche con i talebani.

Ma rifiutate di discutere in Parlamento, con l’opposizione.

Ciò che deve sapere chi fuori ci ascolta è che bloccare le opere pubbliche, revocando le concessioni per ridarle voi, a chi sa chi (sappiamo noi), è solo voglia di potere.

All’opposto delle liberalizzazioni è contro la certezza del diritto, base di ogni libera attività economica.

E’ dirigismo, contro il mercato.

Controriformare l’ordinamento della scuola, di colpo e per decreto legge, è contro i princìpi di base del nostro ordinamento.

Per questo noi non abbiamo alternativa: dobbiamo votare no!

4.       In ogni caso, noi non siamo contro le liberalizzazioni

Siamo contro queste false liberalizzazioni.

          Due esempi, per tutti:

-        la ricarica dei telefonini;

-        l’apertura istantanea delle imprese.

 

5.         Ricarica dei telefonini.

Voi ragionate come quello che, per ridurre il costo dei ristoranti:

-         proibisce la voce “coperto”;

-        ma non impedisce l’aumento del primo o del secondo, del dolce o della frutta.

Ci vediamo tra un po’ di tempo, per vedere se alla fine il telefonino costa davvero di meno o di più.

E la stessa prova di trasparenza, lo stesso esame-finestra,  li faranno gli Italiani, e li faremo noi nei prossimi giorni, con le vostre altre liberalizzazioni: con i taxi o con la RCAuto.

Noi vi abbiamo chiesto, con un emendamento, di eliminare la vera causa del supercosto dei telefonini: la tassa di concessione governativa.

Voi avete detto che l’emendamento era inammissibile.

Proprio questa è la differenza, tra voi e noi.

Per voi è inammissibile l’emendamento.

Per noi è inammissibile la tassa!

Se non lo capite voi qui, lo capisce chi ci ascolta in televisione!

 

6.         Apertura istantanea delle imprese.

Un miracolo: si pare un’impresa con 1 solo atto, in 1 solo giorno.

Dove è il trucco: la burocrazia non è ridotta, è solo spostata.

La vecchia sequenza era: burocrazia – apertura.

La nuova è: apertura – burocrazia.

Mutando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia.

E’ la stessa burocrazia di prima!

Leggiamo questo testo: (...).

Tutto quello che pensate di sapere in teoria vi impedisce di capire come vanno le cose nella realtà.

Leggete questo libro: Volevo solo vendere la pizza.

Si raccontano “Le disavventure di un piccolo imprenditore” che apre con entusiasmo e poi chiude con pena una pizzeria da asporto.

Voi non avete idea di quanta burocrazia, regionale ed ambientale, europea ed ambientale, soffoca le imprese.

Se ci aveste chiesto di eliminarla la burocrazia, di eliminarne anche solo un pezzo, vi avremmo sostenuto.

Ma non lo avete fatto.

Voi della liberalizzazione avete la stessa idea che avevano, nello stadio finale dell’Unione sovietica, con la “perestrojka”.

Dove c’era tutto, tranne la libertà.

Non è un caso che nel Decreto ci sono più di 5.000 parole, ma solo 2 volte la parola libertà.

Non è per caso.

E’ perché voi sapete fare, e fin troppo bene, una cosa sola: non le liberalizzazioni, ma le tassazioni.

Ci avete detto che questa è l’ultima “lenzuolata”.

Bene!

E’ arrivato il momento – anche perché è Quaresima – il momento che voi passiate dalla “lenzuolata” normativa al sudario politico.