DISCORSI IN PARLAMENTO

05/07/2007

Intervento alla Camera dei Deputati: Conferenza stampa di Forza Italia sulle cifre e sul contenuto del documento di programmazione economico-finanziaria

“Le criticità del Dpef sono riconosciute dal Governo stesso. Se si guarda al rapporto deficit/pil l’Esecutivo parla di un rapporto del 2,7%, nel 2008 il dato scende al 2,2%, passando per il 2,5 rivisto dal documento. Prodi parla di un risanamento epocale, ma non ho mai visto un risanamento epocale con un deficit che resta pressoché invariato. Nel 2007 ci sarà un effetto peggiorativo causato dal fallimento di alcuni strumenti di controllo”.

 

“Non è affatto detto, infatti, che tutto ciò che è stato previsto dal punto di vista dei risparmi poi nella finanziaria possa funzionare. Una certa tara di mancato funzionamento è prevedibile fin da ora. Già il 2,5% va sopra i parametri previsti dalla Ue, ed è probabilmente inferiore a quello che si verificherà per effetto del fallimento degli strumenti messi in campo. Soprattutto lo considero sotto l’effettivo perché ignora i vincoli politici o sostanziali di spesa che sono stati aggirati”.

 

“Se le cose andranno avanti così gli italiani rischiano di andare alla Posta e di non trovare la pensione. Chi vuole andare in pensione, credo sia poco interessato alle liti nel centrosinistra e sia piuttosto interessato a sapere quando potrà andare in pensione e quanto percepirà. Tutto questo il Governo sembra non averlo capito”.

 

“Ho una scarsa simpatia per gli acronimi, come dpef o Tps, quello che conta è che da settembre gli italiani cominceranno a pagare molte più tasse sul riscaldamento, sulla benzina, sui consumi. Questo interessa alla gente e per la gente si prospetta una vita più brutta”

 

“Subito dopo le elezioni in una trasmissione televisiva dove ero ospite anch’io, all’On. Massimo D'Alema, venne chiesto cosa avrebbe fatto il Governo con il problema dello scalone. Alla domanda l’attuale Ministro degli Esteri rispose semplicemente: rispetteremo il nostro impegno con gli elettori. Non credo sia un caso di omonimia. Parliamo dello stesso D’Alema che adesso dice che i soldi per mantenere l'impegno con gli elettori non ci sono. D’Alema, parla sempre di serietà. In un Paese normale, un Ministro serio, si dimette”.

 

“Questo Governo si basa su una profonda amoralità politica: Prodi si è presentato agli italiani con un lungo elenco di grandi problemi da risolvere. Alle elezioni politiche ha pareggiato e pensa di gestire grandi problemi con piccoli numeri in Parlamento. Non si riesce a governare con una piccola maggioranza che è anche fortemente divisa. Il caso delle pensioni è un indicatore dei fattori di contrasto della maggioranza”.

 

Roma, 5 luglio 2007