INTERVENTI

17/04/2008

Giulio Tremonti ospite di Confcooperative: stralcio di intervento

Giulio Tremonti, Vicepresidente di Forza Italia, davanti all’Assemblea di Confcooperative, indica una possibile via di uscita dalla drammatica crisi in arrivo dagli Usa, in una concezione dell’economia non estranea all’intervento dello Stato: “È giusto uscire dall’ideologia che fa riferimento solo al mercato per evitare che la crisi con C maiuscola diventi molto più drammatica”.

Tremonti ricorda i passaggi chiave dall’agosto del 2007: “Il sistema finanziario basato sulle cosiddette iniezioni di liquidità, i banchieri che non hanno più fiducia nei banchieri, la scomparsa dell’interbancario (quella funzione non marginale viene svolta dalla mano pubblica), gli interventi a salvataggio delle banche, l’accettazione di fondi sovrani. Tutti elementi che – sottolinea Tremonti – modificano nel senso di un maggiore equilibrio il paradigma puramente mercatista”.

Vale a dire, esemplifica Tremonti, “il mercato se è possibile, ma il governo se è necessario: questo – spiega – è il modello a cui dobbiamo fare riferimento”.

Secondo il vicepresidente di Forza Italia, in pratica, “il sistema che salva le banche in crisi fa bene a farlo, perché bisogna evitare che questa crisi diventi molto più drammatica”.

Quanto alla politica europea, dopo aver rimarcato che il Parlamento di Bruxelles rappresenta praticamente solo “una camera di consultazione, non avendo iniziativa legislativa”, Tremonti torna a rilanciare l’ipotesi che “il debito pubblico europeo serva a finanziare lo sviluppo dell'Europa”. “Penso – spiega – che sia sbagliato non estrarre un dividendo da Maastricht, sarebbe anche un segno fondamentale di identità politica europea”.

 E sempre in tema di politica economica comune, l’esponente azzurro non esclude che “in caso di dumping si possano applicare dazi e quote, come mezzi per ridurre forme di squilibrio e non per fare del protezionismo”.

A tale proposito Tremonti cita l’esempio della mini-utilitaria della indiana Tata, la Nano: “Costa 1.700 dollari, il che è fantastico, ma dobbiamo considerare che una sua realizzazione sul nostro mercato porterebbe in galera chi la produce...”.
 
Roma, giovedì 17 aprile 2008